Festa in onore della Madonna di Adamo

Sabato 27 maggio alle ore 19.00 verrà celebrata

la Santa Messa in onore della Vergine di Adamo.

Madonna di Adamo

La Storia

La tradizione  ci racconta  che   nella seconda metà del secolo XVII, un capitano genovese di nome  Adamo o Adami, durante una traversata dalla  Liguria in Sardegna, avrebbe pescato una  grossa nacchera ( pinna nobilis)  e dentro  vi avrebbe trovato una statuetta   della Vergine col Bambino, raffigurante la “Madonna del mare” .

Il fatto è rappresentato  in un  quadro del secolo XVII, già esistente  nell’ormai distrutta  chiesa di S. Caterina  dei Genovesi  in Cagliari: (nell’odierna Via Manno  dove sorge il negozio di Zara) una copia in tela, in esso  si vede rappresentata  nella parte inferiore  la nave, il capitano e il mollusco: ed  in alto l’effigie  della Madonna d’Adamo  nel modo stesso  con cui viene raffigurata  nella statuetta; cioè a mezzo busto, con il bambino Gesù sulle braccia, nascosta e poggiante sopra le nuvole che  un tempo esisteva  nella chiesetta di San Lorenzo a Buoncammino. Un’altra tela  si riscontra nel  1897  di proprietà del Cav. Stefano De Candia  ove si vede la Madonna  che poggia sulle nuvole,  nella parte inferiore a destra vi è il mare  in tempesta ,ed una nave che corre  il pericolo di affondare  con due marinai  che si reggono aggrappati  ad una fune  a poppa della nave e una iscrizione V.F.G.A….1768. Può essere interpretato  come un episodio di salvataggio  prodigioso attribuito alla Madonna,  con un atto conseguente di gratitudine: V.(otum) F.(ecit) G.(ratias) A.(git) ossia: per grazia ricevuta,apposta dall’artista per ordine del proprietario.

Da un manoscritto inedito del 1888 di Mons.  Luca Canepa e, conservato  in casa del Priore Rag. Carlo Bonicelli, si rileva  che  la statuetta  subì varie  vicende. Nella metà del secolo XVII si trovava in possesso di una certa  signora Vittoria, moglie di un  certo Ambrogio  Nan o Nani di Alassio, nel Genovese,  e residente in Cagliari, forse congiunta del Capitano Adamo. La signora Vittoria la teneva conservata nella  cappella di famiglia e,  secondo il popolo, sin d’allora operava  molti miracoli. Sopravvissuta al marito, la Nan nel 1703 la lasciò in testamento al nipote Giovanni Battista Riva insieme ad altri oggetti preziosi, con l’onere di costruire per la SS. Vergine  di Adamo una cappella  in una chiesa di Cagliari, a sua scelta, e di celebrarne  la festa  ogni anno. Alla morte del  Riva e dei suoi figli,l’obbligo di celebrare la festa  doveva incombere  sui rettori o religiosi  della chiesa che il Riva avrebbe scelto.

Il Riva scelse  la Chiesa dei SS. MM. Giorgio e Caterina  dei Genovesi alla cui Arciconfraternita  egli apparteneva. La statuetta fu sistemata  nella Cappella di S. Caterina, la prima a destra  di chi entrava  e conosciuta più tardi  sotto il nome di S. Giuseppe  Sposo. Se ne fissò la festa il 26 di luglio; inoltre  il mattino del Venerdì Santo, in occasione  delle visite  alle  sette chiese cittadine, la statuetta  doveva essere portata  in processione per le vie  della città. Il concorso di fedeli doveva essere  straordinario; anche dai villaggi vicini  vi accorrevano come ad una festa popolare,specialmente gli abitanti del Campidano di Cagliari, conoscevano  la Chiesa più col titolo di N.S. di Adamo che con quello di Santa Caterina.

La processione  venne interrotta  dal 1758 al 1802 a causa di abusi e scandali. Dal 1826 fu spostata al Giovedì  Santo. Nel  1768 l’Immagine  fu trasferita nella seconda cappella  a destra  di chi entrava  dedicata alla Pietà. Nel 1788 si introdusse la pratica di celebrare i sabati in onore della Vergine  SS. di Adamo e le vennero dedicate cappelle a Serramanna (1762) una chiesa ad  Arbatax ( 1771), nel 1797 a Serrenti (risulta che si fosse stabilita la devozione  verso la Madonna  di Adamo). In un Registro di Legati esistente nella Parrocchia,  la seconda  domenica di luglio  Barbara Musiu, vedova di Antonio Tocco, nel suo testamento  del 12 dicembre  1797 istituì  che in perpetuo si celebrasse una messa solenne   in onore della SS. Vergine di Adamo, donando   Undici Reali per elemosine. Ipoteca tre quarti di terreno  in zona denominata S.Antonio da Padova confinante con la figlia Luigia Tocco. Ad Alghero nella chiesa  dei Carmelitani, ad Oristano, Orosei, Oliena, Bitti (esiste un Altare  nella Parrocchia,nella prima Cappella  a destra entrando con una Madonna, come precedentemente descritta con un granchio ai piedi) e Meana Sardo.

Nel periodo bellico della seconda guerra mondiale  a causa delle incursioni aeree degli anglo-americani del 13  e  19 maggio e del 30 giugno 1943, la chiesa di S. Caterina  dei Genovesi veniva letteralmente  distrutta. La statuetta fortunatamente sistemata nei locali  sotterranei,rimase illesa. Successivamente venne trasferita  a Dolianova, quindi a Meana Sardo ed ultimo ad Assemini.

Nel 1944 fu riportata a Cagliari. La statuina  attualmente è conservata nella cappella dedicata alla Vergine di Adamo, la prima a sinistra del presbiterio ed è custodita dentro una raggiera, abbellita da pietre preziose realizzata  nello studio  d’Arte e Cultura Ceramica  del Prof. Federico Melis. Ricavata  da una morbida pietra  colorata con tinte  delicate , di forma ellitica  di cm. 7 x 5 .Il complesso riporta  il mezzo busto della Madonna  interamente tappezzato  di perle, eccetto il viso e le mani. Anche l’orecchino è formato da una perla. Il corpo del bambino completamente spoglio ed il collo  ornato da una collana di perle. Le due immagini  hanno sul capo la corona d’oro  intarsiata con pietre preziose .Il tutto  poggia su una base argentea con incastonati rubini , smeraldi perle e coralli  in una cornice d’argento.

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Il culto verso questa piccola raffigurazione della Vergine era molto vivo all’epoca dell’erezione della prima chiesa, dove la statuetta era custodita, gelosamente, nel tabernacolo della cappella della Pietà.

“Quello che rende celebre e popolare questa cappella tutta di marmo, raccontava lo Spano nella sua Guida, è una statuetta della Vergine col Bambino che religiosamente si custodisce nel  Tabernacolo,ed alla quale  il popolo ha molta devozione .D’essa fu trovata in mare,  dentro le valve di una nacchera, da un Capitano genovese chiamato Adami, da cui è venuto il titolo della Vergine di Adamo. Nello sportello del tabernacolo si vede un piccolo dipinto molto prezioso sul rame, rappresentante la statuetta in discorso, ed un bastimento in lontananza per memoria del fatto”.

Alla piccola immagine erano attribuiti molti miracoli ed infatti, la devozione popolare per la Madonna di Adamo era molto diffusa e non solo in città. Da diverse parti della Sardegna, molti fedeli si recavano in pellegrinaggio nella chiesa della Vergine di Adamo (così essi chiamavano la chiesa intitolata ai SS. MM. Giorgio e Caterina dei Genovesi di Cagliari) per chiedere una grazia alla Madonnina.

 

 

 

 

 

 

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