25 marzo: Annunciazione del Signore

 

 annunciazione

Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, ad una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse:

“Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”.   (Lc 1,26-28).

25 marzo: Oggi gli occhi di tutta la Chiesa sono rivolti a Nazareth. Come innamora la scena dell’Annunciazione! Maria è raccolta in orazione … applica tutte le sue facoltà al colloquio con Dio. Nell’orazione conosce la Volontà divina; e con l’orazione la rende vita della sua vita.  L’Annunciazione, narrata all’inizio del Vangelo di san Luca, è un avvenimento umile, nascosto: nessuno lo vide, nessuno lo conobbe, se non Maria, ma al tempo stesso decisivo per la storia dell’umanità.

Sant’Agostino ha scritto:

«Egli scelse la madre che aveva creato; creò la madre che aveva scelto» (cfr Sermo 69,3,4).

La chiamata di Dio a compiere una missione richiede impegno, sacrificio e rinuncia ai propri progetti. Nel tuo grembo, o Maria, creato e Creatore ritrovano il loro perduto amore.

Dio viene ad abitare in te, preparata dall’eternità, che liberamente acconsenti al suo progetto.

O Maria, tu ci educhi ad ospitare in noi e tra noi Gesù, ad aprirci alla grazia innovatrice di Dio che cambia tutto in noi e per noi.

Con il tuo sì diventi Madre, Figlia e Sposa della SS. Trinità: Madre del Figlio, Figlia del Padre, Sposa dello Spirito Santo.

Attraverso il “Sì!” incondizionato di Maria, Dio si fa vicino a noi, assumendo la nostra natura umana che gli permetterà di offrirsi quale Agnello immacolato per la nostra salvezza.

Come Maria accolse nel cuore e nel corpo Gesù all’Annuncio dell’Angelo, accogliamo la presenza reale del Signore nell’Eucaristia. Questo pane che mangiamo ci dia la forza di rimanere sempre fedeli a Dio e di dirgli con la vita il nostro “Eccomi!”.

 

 

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